Cambiali Finanziarie

Esistono nel mercato monetario due strumenti: le cambiali finanziarie e i certificati d’investimento, la cui caratteristica di fondo è quella di permettere a soggetti diversi alle banche, la raccolta di risparmio presso il pubblico. I fondi così raccolti prevedono naturalmente l’obbligo di rimborso.

 

Cambiali Finanziarie

 

Le cambiali finanziarie sono titoli di credito all’ordine, che vengono emessi in serie:

  • con durata compresa fra i tre e i dodici mesi, in linea quindi con la durata dei Bot emessi dallo Stato;
  • con un valore nominale unitario non inferiore a 51.645,69 euro.

I certificati d’investimento vengono invece emessi:

  • con durata minima superiore a dodici mesi;
  • con un valore nominale unitario non inferiore a 51.645,69 euro.

Se vengono emessi in serie sono tra loro fungibili, pertanto devono avere caratteristiche omogenee per ciò che riguarda la durata, il rendimento, l’indicizzazione ecc.

L’emissione di entrambi i tipi di strumenti finanziari è consentita:

  • alle società e agli enti che hanno titoli già in corso di negoziazione in un mercato regolamentato;
  • alle altre società, purchè dai bilanci degli ultimi tre esercizi sia risultato un utile.

L’emissione delle cambiali finanziarie e dei certificati d’investimento è limitata per ciò che riguarda l’importo, in quanto questo, unitamente a quello delle eventuali obbligazioni emesse dalla stessa società, non deve eccedere il capitale versato e le riserve risultanti dall’ultimo bilancio approvato.



I soggetti emittenti sono tenuti al rispetto di particolari disposizioni in materie di trasparenza. A tale proposito essi devono mettere a disposizione del pubblico, nei locali in cui viene svolta l’attività di raccolta del risparmio, specifici fogli formativi analitici nei quali siano evidenziate, in modo dettagliato, le modalità della raccolta, in particolare: sul tasso annuo nominale d’interesse accordato, sul tasso annuo di rendimento effettivo al lordo e al netto della ritenuta fiscale, sul prezzo di emissione, su eventuali altri oneri o condizioni particolari riguardanti le offerte al pubblico.

Il rendimento lordo dell’operazione è rappresentato, per l’investitore, dalla differenza tra il valore nominale, in base al quale avverrà il rimborso alla scadenza, e il prezzo di negoziazione. Tuttavia tale rendimento deve essere depurato dei seguenti elementi di costo:

  • la commissione di negoziazione richiesta dall’intermediario che ha reso possibile l’operazione;
  • l’imposta di bollo, se l’oggetto del contratto è una cambiale finanziaria; l’imposta viene calcolata sul valore di emissione (valore nominale) in base all’aliquota dello 0,10 per mille; La ritenuta fiscale applicata in base all’aliquota vigente risulta: a titolo d’imposta per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa, compresi gli studi professionali; a titolo d’acconto per le imprese individuali e per le società.

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